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Prima di descrivere i sistemi Loran e Decca, voglio
spendere ancora due parole sulla navigazione tramite
radiogoniometro. Bisogna sottolineare che negli anni ’20 e ’30
la comunicazione radio avveniva prevalentemente in radiotelegrafia
(RT), cioè utilizzando l’alfabeto Morse, e non in fonia, quindi
era necessario ridurre al minimo le comunicazioni e soprattutto
adottare un codice standard per le comunicazioni più frequenti.
Nasce così il famoso “Codice Q”, in cui combinazioni di tre
lettere di cui la prima è Q, corrispondono al altrettante domande
o risposte. Ad esempio la combinazione QDM corrisponde alla
domanda” Qual’è la rotta magnetica da seguire, in assenza di
vento, per dirigermi verso di voi?”.
All’epoca
si distingueva tra navigazione strumentale e navigazione senza
visibilità (il cosiddetto “volo cieco”), essendo la prima
possibile anche con perfetta visibilità ma senza l’ausilio di
riferimenti esterni, quindi solo affidata agli strumenti di bordo
(il cosiddetto “gruppo di pilotaggio”) e agli ausili RT,
mentre la seconda faceva affidamento solo su radiorilevamenti. Per
curiosità la figura 1 illustra un “gruppo di pilotaggio” che
incorpora gli strumenti di volo (indicatore di velocità,
variometro, sbandometro, bussola) sistemati in modo che, una volta
raggiunto un regime di volo, ed allineati gli indici, era
sufficiente con un colpo d’occhio mantenere quella
configurazione per restare in rotta.
1930
circa Gruppo di Pilotaggio Nistri-Biseo
I
radiogoniometri, date le loro dimensioni e delicatezza,
erano inizialmente istallati solo a terra, quindi era
necessario che l’aereo trasmettesse un qualunque segnale RT per
essere individuato e tracciato dal radiogoniometro che così
poteva comunicare, come abbiamo visto, le informazioni necessarie
alla rotta da seguire. Solo più tardi, con l’avvento di
strumenti più compatti e meno delicati, il radiogoniometro è
stato istallato a bordo, liberando così il navigatore dalla rete
dell’assistenza a terra.
Stazioni RT
e radiogoniometriche a terra o in mare sono state largamente
utilizzate durante le trasvolate atlantiche verso l’America del
Sud e del Nord, effettuate dai famosi “Sorci Verdi” con l’SM
79 terrestre, e dalle squadriglie di idrovolanti SM 55 di Italo
Balbo.
Queste
crociere non hanno avuto solo scopo propangandistico, ma hanno
gettato le basi per una regolare linea aerea che dal 1939 al 1941
ha collegato con più di 200 voli, Roma con Rio de Janeiro. La
linea era gestita dalla L.A.T.I. (Linee Aeree Transcontinentali
Italiane), costola dell’”Ala Littoria” e si avvaleva di una
stazione radiogoniometrica nello scalo appositamente attrezzato
nell’Isola del Sale (arcipelago di Capo Verde) e di due navi
attrezzate con RT e gonio dislocate lungo la rotta Isola del Sale-
Isola Fernando de Noronha al largo delle coste brasiliane.
(La storia
della LATI e di questo collegamento è narrata nel volume
“Sal” a cura di Gherardo Lazzeri e Adalberto Pellegrino,
Edizioni LoGisma, da cui è tratta la fig. 2)
1939
La rotta Roma-Rio de Janeiro
Sistemi
di radionavigazione a differenza di tempo o di fase
Questi
sistemi, essenzialmente il LORAN e il Decca, permettono di
stabilire la posizione del navigante (marino o aereo) misurando la
differenza di tempo (LORAN) o fase (Decca) con la quale arrivano
al ricevitore di bordo due segnali trasmessi in sincronia da due
stazioni distanti fra loro.
La misura
di una differenza di tempo o di fase, per la definizione
geometrica di iperbole come luogo di punti con uguale differenza
di distanza da due punti detti fuochi, dà luogo ad un ramo di
iperbole di posizione. L’intersezione di due iperboli,
conoscendo la posizione dei fuochi, definisce un punto.

Punto
definito per mezzo di iperboli
Per potersi
servire di questi ausilli radioelettronici gli aerei devono
naturalmente essere equipaggiati con ricevitori adatti ai diversi
sistemi ed eventualmente di carte nautiche speciali sulle quali
sono sovraimpresse a colori le famiglie di iperboli di posizione.
LORAN
(Long Range Navigation Systems)
Sviluppato
dagli Stati Uniti durante la II Guerra Mondiale come sistema di
navigazione aerea per
il Nord Atlantico e il Pacifico ad uso dell’Army Air Corps. e
basato su trasmissioni a media frequenza facilmente propagabili
sugli oceani, è stato convertito alla fine degli anni ’50 in
Loran-C a bassa frequenza per permettere anche la propagazione
terrestre. Il sistema si basa sulla trasmissione di impulsi
precisamente spaziati nel tempo, sulla base dei quali il
navigatore può derivare informazioni relative alla posizione e
velocità. Un elemento minimo della catena Loran include tre
stazioni posizionate ad alcune centinaia di kilometri l’una
dall’altra. Una stazione è detta Master e le altre Secondarie.
La posizione di ottiene misurando la piccola differenza di tempo
di ricezione di un impulso
da una coppia Master-Secondaria. Conoscendo la posizione delle
stazioni trasmittenti e la
spaziatura degli impulsi è possibile convertire la differenza di
tempo in latitutide e longitudine.

Copertura
Loran
L’alto
costo delle riceventi ne ha limitato l’uso fino all’avvento
dei microprocessori negli anni ’80.

Ricevente
Loran per aeronautica, 1980
La comparsa
però della navigazione inerziale e del GPS ne ha decretato
praticamente la fine.
DECCA
Anche il sistema Decca è stato sviluppato durante la II
Guerra Mondiale in Gran Bretagna, per impiego navale e
precisamente per guidare con precisione le imbarcazioni durante lo
sbarco in Normandia. Il principio di funzionamento del sistema
Decca è essenzialmente analogo al quello del sistema Loran, con
la differenza che invece di misurare la differenza di tempo nella
ricezione di due segnali sincroni, se ne misura la differenza di
fase. Pertanto i problemi, le soluzioni ed i limiti sono analoghi.

Copertura
Decca in Europa, 1957
Ricevente
Decca per l’aeronautica, 1960
Navigazione
Inerziale
I sistemi di navigazione inerziali (INS) hanno la
caratteristica di essere indipendenti da qualsiasi struttura
esterna all’aeromobile. Infatti permettono il calcolo automatico
della posizione geografica, quando siano note le coordinate del
punto di partenza, attraverso l’elaborazione continua ed
istantanea del vettore del moto proprio, misurando le
accelerazioni a cui viene sottoposto l’aereo in volo riferite a
tre direzioni ortogonali.
Le apparecchiature necessarie a questa rilevazione ed
elaborazione sono essenzialmente un gruppo di accelerometri ed una
piattaforma stabilizzata. Il funzionamento è basato sulle leggi
newtoniane e giroscopiche che non stiamo ad approfondire in questa
sede. E’ sufficiente dire che con il sistema inerziale si misura
la velocità integrando elettronicamente il voltaggio fornito da
un accelerometro, mentre un secondo integratore converte la
velocità in distanza percorsa.
Per gli scopi della navigazione aerea sono sufficienti due
accelerometri, sistemati ad angolo retto uno rispetto all’altro
secondo due assi cartesiani giacenti sul piano del moto e montati
su una cosiddetta “piattaforma giroscopica stabilizzata” che
ha la funzione di mantenere costante l’orientamento degli
accelerometri. É così possibile misurare la distanza secondo i
due assi, distanza che sommata alle coordinate iniziali fornisce
istantaneamente le coordinate del punto attuale.

Schema
di un INS
I giroscopi del sistema inerziale sono però soggetti ad
un errore costante ed esponenziale di precessione, dovuto alla
rotazione della terra e al movimento del velivolo. Per ovviare a
questo incoveniente un calcolatore fornisce costantemente ai
giroscopi i dati di correzione necessari a mantenere
l’allineamento iniziale. Due sviluppi recenti hanno portato alla
sostituzione dei giroscopi meccanici con “giroscopi ad anello
laser” fino alla eliminazione della piattaforma stabilizzata, in
quanto la sua funzione è svolta elettronicamente dal calcolatore
stesso.

INS
aeronautico
La combinazione del sistema inerziale con il sistema GPS
ha permesso la costruzione di sistemi di navigazione di altissima
precisione, utilizzati non solo in aviazione, ma in tutti i campi
dove sono necessari il posizionamento ed il controllo di un mezzo
mobile, come ad esempio nei veicoli per esplorazioni sottomarine o
negli antifurti satellitari per autoveicoli.
Marzo
2003
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