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Parte
prima
Introduzione
All’inizio di dicembre 2004 è stato pubblicato su diversi siti, tra cui www.flightsim.com,
un add-on per FS2004 che simula il sestante a bolla usato per le
osservazioni astronomiche e la navigazione aerea in assenza di
radioaiuti e di GPS.
A partire dalla metà degli anni anni
’30, col progredire dei viaggi aerei, anche la navigazione sulle
lunghe distanze maturò e migliorò. Nei primi tempi la
navigazione aerea usò le stesse tecniche della navigazione marina
adattate all’aeroplano. Senza riferimenti a terra, i navigatori
usarono essenzialmente la navigazione stimata e le stelle. La
navigazione astronomica offre la possibilità di ottenere delle
linee di posizione (in inglese Line of
Positions, LOP, in italiano Rette d’Altezza) ricavate
dall’osservazione delle stelle; l’incrocio di diverse rette
d’altezza determina la posizione dell’osservatore. Per la
navigazione astronomica sono necessari una carta di navigazione,
la rotta tracciata su questa carta con punti di riporto
determinati per latitudine e longitudine, l’ora stimata per ogni
punto di riporto e naturalmente la visibilità delle stelle,
compreso il sole, la luna e i pianeti.
Negli anni ’40 furono messe a disposizione dei navigatori aerei delle
tavole con la posizione precalcolata delle stelle da usarsi
assieme al sesatante per ottenere le rette d’altezza. Queste
tavole sono ora disponibili anche via internet in una forma
“pronta all’uso”. Tutti i tempi sono riferiti al GMT, ora
UTC.
Lo strumento per FS2004 simula un sestante a bolla e il procedimento per
ottenere una posizione mediante una retta d’altezza o
l’incrocio di più rette.
Lo strumento è distribuito col nome dc3_bbsx.zip (di Dave Bitzer e
Mark Beaumont) ed è
un’importante aggiunta al realismo della simulazione, e, anche
se la sua istallazione è prevista per il Douglas DC-3 di default,
può essere istallato facilmente su qualunque altro aeroplano di
FS2004, in particolare il DC-4 e il DC-6 e tutti gli aerei
classici a pistoni degli anni tra il 1930 e il 1960.
L’uso del sestante non è semplicissimo e richiede una certa conoscenza
della navigazione stimata e degli astri, ma gli amanti del volo (e
aggiungerei “vero”...) possono ora mettere da parte il GPS, i
VOR e FS Navigator e sperimentare quanta conoscenza ed accuratezza
siano state necessarie per tanti e formativi anni della storia
della navigazione aerea.
Il
Punto Astronomico
Il
concetto di base che permette di conoscere la propria posizione
sulla terra in base alla posizione di alcuni astri è
relativamente semplice.
Se
noi ad esempio osserviamo il campanile di una chiesa e misuriamo
l’angolo tra la cima del campanile e l’orizzonte (altezza
angolare), sappiamo di trovarci in un punto qualunque del cerchio
che ha come raggio la distanza tra noi e la base del campanile.
Allo stesso modo, se si misura
l’angolo tra un astro e l’orizzonte, possiamo dire di trovarci
su un cerchio, detto “cerchio d’altezza”, che ha come raggio
la distanza tra la nostra posizione e la proiezione dell’astro
sulla terra (punto subastrale). Misurando l’angolo (altezza) di
due astri opportunamente sfalsati sull’orizzonte (azimut),
l’intersezione dei due cerchi ci dà la nostra posizione con una
buona approssimazione.
Il
problema è ovviamente quello di riferire questa posizione
assoluta alle coordinate terrestri. Per questo è necessario
supporre di trovarsi in una posizione di cui si conoscono le
coordinate (posizione stimata) e, attraverso alcuni calcoli,
ricavare la differenza in distanza e direzione tra la posizione
stimata e la nostra posizione effettiva.
Per
i calcoli sono disponibili tavole con le coordinate degli astri e
programmi che risolvono automaticamente le complesse equazioni di
trigonometria sferica. Un metodo alternativo è quello grafico,
consistente nel disegnare i cerchi di altezza su una
rappresentazione cartografica della Terra. Dato che i cerchi
sarebbero troppo grandi e la carta rappresenta una superficie
limitata, si possono disegnare solo porzioni del cerchio, cioè
piccoli archi che si confondono con la loro corda e pertanto sono
rappresentati da un segmento rettilineo, chiamatoa appunto
“retta d’altezza”.
Non
si spaventi qui il lettore; quanto descritto finora è solo
propedeutico all’uso del sestante a bolla, in quanto lo
strumento (e il programma che l’accompagna)
risolve automaticamente questi calcoli e fornisce i dati
finali necessari a stabile la posizione attuale in rapporto a
quella stimata.
Il Sestante a Bolla per
FS2004
L’add-on dc3_ssx.zip contiene un manuale
d’uso molto dettagliato (in inglese, ovviamente) e il
riferimento al sito dell’U.S.Naval
Observatory che permette di avere le coordinate dei più
importanti astri ad una data ed ora specifica per ogni punto della
terra. Infatti, come già detto, per poter usare il sestante è
necessario conoscere le coordinate stimate del punto (Latitudine e
Longitudine) e le coordinate astronomiche (Azimut e Altezza)
dell’astro osservato in un preciso momento.
Questo articolo non vuole e non può essere la traduzione del manuale ,
ma una semplice guida accompagnata da un paio di esempi pratici.
Il sestante simulato è basato sul sestante a bolla della Royal Air Force
Mark IX, usato durante la Seconda Guerra Mondiale. Il sestante a
bolla è usato in aviazione invece del sestante marino
tradizionale in mancanza
di riferimento all’orizzonte, che viene sostituito dalla bolla e
dal suo collimatore, una sorta di orizzonte artificiale. Come
nella realtà, la simulazione posiziona lo specchio del sestante
dove l’osservatore pensa si trovi l’astro da misurare. Se
l’errore nella navigazione stimata è troppo grande non è
possibile vedere l’astro.
Lo strumento simulato è corredato da una tabellina che contiene i dati
iniziali e sulla quale viene riportato automaticamente il
risultato della misura in gradi e minuti e la distanza in miglia
nautiche della retta reale da quella stimata. Ciò semplifica
quanto avviene in realtà dove la misura dell’altezza viene
fatta attraverso la combinazione di quattro letture, ma introduce
un’approssimazione minima di 5 miglia nautiche.
La distanza calcolata rappresenta la distanza (in direzione dell’azimut
dell’astro se positiva, nella direzione opposta se negativa)
di cui si deve spostare sulla carta la retta d’altezza
rispetto alla posizione stimata. Questa spiegazione sarà più
facilmente comprensibile con un esempio.
Si può volare ed usare il sestante sia di giorno che di notte. Di giorno si
utilizza il Sole come astro di riferimento, di notte le stelle, i
pianeti e la Luna.
La figura rappresenta il sestante virtuale
e la tabella di lavoro associata. Per una descrizione dettagliata
rimando al manuale in inglese.
Le prime due righe contengono le coordinate
del punto stimato dell’osservazione, che vanno inserite dal
navigatore usanto i campi + e – a lato dei numeri. (Lat Sud e
Longitudine West sono numeri negativi, così W30°= -80).
Le seconde due righe contengono le
coordinate celesti dell’astro osservato, come ricavato dalle
effemeridi (vedremo più tardi come si ottengono questi dati). Il
valore di azimut si inserisce direttamente come le coordinate del
punto. L’elevazione si inserisce agendo sulle rotelline indicate
con 2 e 3, rispettivamente per variazioni di gradi e di minuti.
L’elevazione è automaticamente ripetuta nella quinta riga.
L’ultima riga riporta la variazione
magnetica e l’ora UTC.
Cliccando sull’oculare si apre il
collimatore e si vede la bolla e l’astro osservato. La rotella 1
permette di variare la dimensione della bolla. Se i dati inseriti
nella tabella sono corretti, il sestante punta automaticamente
all’astro, che nella maggior parte dei casi non sarà
perfettamente centrato, ma oscillerà in su e in giù al di fuori
della bolla. Agendo
sulle rotelline 2 e 3 bisogna riportare l’astro ad oscillare al
centro della bolla. (l’oscillazione simula la reale difficoltà
di centrare l’astro dovuta ai movimenti dell’aeromobile e al
tremolio della mano dell’osservatore). L’oculare rimane aperto
per un minuto, dopodichè si chiude e l’elevazione effettiva
appare nella quinta riga, assieme alla distanza in miglia tra il
punto stimato e quello reale.
Esempio N°1 - Punto determinato
mediante una retta di sole.
Come per ogni altro volo, anche e forse più
in questo caso, è necessaria una buona pianificazione del volo;
per questo esempio ho scelto un volo breve sul mare, cioè senza
riferimenti a terra. L’aereo è il SIAI SM 79 Transatlantico
della Lago, su cui ho istallato il sestante come dalle istruzioni
riportate col prodotto.
Dati iniziali:
Data: 31
dicembre 2004
Rotta: Catania
Fontanarossa-Bengasi Benina, rotta diretta distanza, 413 nm, prua
vera 140°
Aereo: SIAI
SM-79, GS. 220 kts., FL 090 ft., ETE 1h 41’
Decollo: 11:00
locali, 10:00 UTC
Arrivo stimato:
12:41, 11:41 UTC
Vento da 058°,
16 kts.
Per comodità di verifica (tramite
FSNavigator, usato appunto solo come verifica della precisione
dello strumento) ho scelto come punto dell’osservazione
l’intersezione OLMAX, di coordinate N34°20’, E18°07’ che
stimo di raggiungere dopo 1h 11’ di volo, cioè alle 11:11 UTC.
In preparazione all’osservazione ricavo
dalle effemeridi le coordinate astronomiche del sole per il
giorno, l’ora e il punto d’osservazione. Per questo è
disponibile il sito dell’U.S. Naval Observatory, all’indirizzo
http://aa.usno.navy.mil/data/docs/celnavtable.html.
Introducendo i dati richiesti, appunto data e ora in UTC (2004
December 31), coordinate del punto (north 34° 20’, east 18°
07), ottengo una tabella che riporta le coordinate di tutti i
corpi celesti visibili in quel punto a quell’ora, compreso
appunto l’astro che ci interessa, cioè il Sole.
Per il sole i dati sono: Altezza 32°
24’; Azimut: 185°
Con questi dati disponibili decollo da
Fontanarossa e dispongo l’autopilota per rotta 140°, quota 9000
ft., controllo la velocità di salita a 180 kts. E imposto i dati
nel sestante. Il risultato è riportato nella figura 4.
Proseguo la navigazione ignorando la deriva
dovuta al vento, per permettere e verificare lo spostamento dalla
rotta pianificata.
Alle 11:10 e 30” UTC, cioè mezzo minuto
prima dell’ora fissata per l’osservazione clicco
sull’oculare del sestante e vedo quanto riportato in figura 5.
(per maggior realismo ho usato la vista Virtual Cockpit e ho
spostato il sestante sull’azimut di 185°, benchè in realtà
non sia necessario). Con qualche piccolo aggiustamento porto il
sole a coincidere con la bolla e l’elevazione letta sulla quinta
riga è 33°10’. (notare l’ora riportata, 11:10:49)

Al termine del minuto
d’osservazione l’oculare si chiude (si può chiudere prima
cliccando sull’oculare) e il risultato dei calcoli, cioè la
distanza tra il punto stimato e quello reale è riportata nella
quinta riga, come da figura 6.

Come si vede, si
tratta di ben 40 miglia di differenza, che vanno interpretate e
riporate sulla carta di navigazione come segue:
Dal punto
stimato si traccia un segmento pari a 40 miglia nautiche nella
scala della carta in direzione dell’azimut dell’astro
osservato, in questo caso 185°. Questo è il punto reale (punto
osservato) in cui ci si trovava al momento dell’osservazione. Da
questo punto si traccia quindi la nuova rotta verso la
destinazione, in questo caso 133°.
In questo
esempio, la differenza è dovuta a due fattori: primo, come ho
detto, non ho corretto la deriva del vento proveniente da 058° a
16 kts. che ha spostato l’aereo sulla destra; secondo, la
velocità al suolo è stata maggiore di quella usata per la
pianificazione, parte a causa del
vento e parte per la mancata correzione tra IAS e TAS.
(Ricordo qui brevemente la formula:
TAS=[(IASx2%))x(ALT/1000)]+IAS.)
Senza la
correzione apportata in seguito all’osservazione astronomica mi
sarei ritrovato ad Adabia invece che a Bengasi; così invece ho
raggiunto la mia destinazione senza usare nessun riferimento
esterno e senza radioaiuti o GPS.
Sulle lunghe
distanze si consiglia di pianificare un’osservazione di sole
ogni 60’ o 90’, correggendo di volta in volta la rotta e
ridefinendo i punti di osservazione in base a queste correzioni.
Nella reltà, non avendo a disposizione il sito dell’USNO, i
navigatori del passato avevano a disposizione le tavole delle
Effemeridi e delle speciali tavole chiamate H.O. 249 che
riportavano i dati necessari al calcolo.

La navigazione e
le osservazioni notturne alla parte seconda. Nel frattempo chi è
interessato a seguire queste note può consultare il sito http://www.fourmilab.ch/yoursky
dove trovare informazioni sul cielo stellato..
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