ISTRES-DAMASCO-PARIGI di Franco Mele riedizione virtuale dello storico evento. Iniziativa promossa ed organizzata da: storia di una splendida impresa e di splendidi uomini Questo racconto è dedicato a tutti i pazzi simmer frequentatori dei cieli virtuali. Ringrazio Francesco Mandelli e tutto lo staff di Ali dItalia per lospitalità.
ATTO CONCLUSIVOE con un po di amaro in bocca che chi vi scrive racconta la storia di questa bella impresa di simulazione aeronautica. Per i soliti motivi tecnici, internet è anche questo, ho potuto solo parzialmente partecipare alla tappa di ritorno, ma lemozione e la soddisfazione ottenuta è e resterà qualcosa di esaltante. Ripercorrere un evento storico è di per se qualcosa di emozionante, è un tuffo nel passato, è come appropriarsi di qualcosa che è appartenuto ai nostri avi. E come rivivere, in una forma trascendentale e mistica, sensazioni e sentimenti non più dei nostri giorni: cose perse, non palpabili ma che fanno parte della nostra storia, quella più intima, e della nostra anima. Chi come me è appassionato di aeronautica non può prescindere dalla storia della stessa. Pensate cosa doveva essere agli albori del volo umano, sedersi sui quei sedili, quali emozioni, quali paure. La tecnologia era ancora giovane, ma il sogno, il GRANDE SOGNO, si era avverato. Ognuno di quei mitici piloti, con le loro cuffie di pelle ed occhialini, doveva sentirsi particolare. Ognuno di loro inpersonificava, a secoli di distanza, la figura di ICARO. Ma veniamo alla nostra impresa.
IL PROTAGONISTA
Il nostro simpaticissimo "oggetto" sopra raffigurato è stato, forse, il miglior aereo Made in Italy. Nella sua versione Corsa, quella della foto, è stato il protagonista della maratona. Sul sito di AirBrixia potete trovare tutti i particolari tecnici, dellaereo e dellimpresa, quel genio di Luca Lanti ha predisposto tutto. Della prima tappa ho già documentato in precedenza, una specie di cronaca, della seconda tappa di cronaca ne posso fare ben poca, vedi nota allinizio, ed allora di cosa scrivo? E mio desiderio rimarcare gli aspetti più umani e particolari di questevento, osservarlo e raccontarlo con un tenore . se mi consentite un po romantico, evidenziare cosa cè "dietro", cosa esiste oltre i ratei di salita, le IAS, le rotte etc. etc.
Un po di cronaca.
Il Comandante Lanti mi dice che intorno alle 14.00 ora locale quattro SM79 partono da Damasco alla volta di Le Bourget. Il volo sembra sia stato regolare, solo problemi con BFC, ma ci vuole altro che un BFC grippato a fermare i nostri eroi! Soffro per non aver vissuto quel decollo, e poi Damasco con tutta la sua storia . va bene è meglio non pensarci. Sono le 21.00 circa di Domenica 14 Maggio 2000 quando riesco a collegarmi in rete, sono a Ronchi dei Legionari, pronto a decollare sulla 9 e con il mio SM79 in moto.
Per telefono, massacrando il povero Lanti già nei guai per le bizze di BFC e del Multiplayer ed ai comandi del SM79 LaMaTe, cerco di seguire, disperato, gli eventi del volo. Sono fuori casa quando mi dice che sono su Sarajevo ed allora ., corri vecchio Franco, prega che il tuo Provider si sia rimesso a funzionare così incontri i tuoi amici sui cieli del Friuli. E così è stato. Li contatto, Luca mi fornisce la time di volo (12.15 circa), altitudine (15000 ft) e IAS (179). Sono a due passi da Ronchi, tutta manetta e decollo. Durante la salita iniziale li vedo passare sulla sinistra, virata dolce a destra e mi accodo. Che sensazione strana quando vedo tutte quelle sigle nel cielo, ho avuto limpressione di essere con il naso allinsù ad osservare quelle rosse macchie rombanti e con i miei cari amici dentro. Sono basso e un pochettino indietro, debbo chiedere al mio Corsa il massimo, il carburante è giusto quello per arrivare a Le Bourget e fare un po di holding. Finalmente li raggiungo. Che spettacolo, i miei amici sono da 8 ore e più in volo, sicuramente stanchi e sfiniti dai problemi di collegamento. Ci si "parla" in BFC (malissimo) e soprattutto ci si scrive continuamente sulla finestra Chat di Fs98. Posizioni, speed, altitudini tutto il necessario a stare vicini e compatti per raggiungere la meta, ma anche dellaltro. Stiamo volando sul serio e con la massima attenzione, giuro che tutto penso ma non di stare con una game-cloche in mano e davanti ad un PC, piuttosto mi par di sognare. Il piano di volo recita asetticamente: Saint Dizier-Coulommiers-Charles de Gaulle-Le Bourget non dice però che dopo Coulommiers, ed a bassa quota (1500 ft) seguiremo la Senna, ci godremo la vista di Parigi e della sua monumentale torre Eiffel ed infine "taglieremo" la Senna ed atterreremo a Le Bourget sulla 7 o sulla 9.
Lordine di atterraggio è stilato, bisogna stare vicino in formazione, e tra una serie incredibili di istruzioni del tipo <rallenta a 150>, <accelero a 180> e così via cerchiamo di mantenere la formazione e lordine di atterraggio. Ci passo ad un pelo dalla torre .. è bellissimo! Mi trovo davanti ad alcuni miei compagni che mi precedono come numero di atterraggio, decido quindi di proseguire ancora un po e ritardare la virata per la 9 (è quella che ho scelto come pista) in modo da consentire a Manzella e Steve di atterrare prima di me. Intanto laereo presidenziale con a bordo Mattiucci (guarda caso addetto al catering), Temchenko (che fa da secondo) e Lanti ai comandi è costretto a riattaccare, problemi meccanici pare, ed atterrare quasi per ultimo (doveva essere il primo). Qualcunaltro è costretto a fare una riattaccata (se non sbaglio Costa): manetta bloccata e SM79 a 200 IAS fissi (un po difficile atterrare eh?). Sento chi doveva precedermi che annuncia pista libera, sono già in virata per la 9 qualche minuto ed atterro. Ci diamo appuntamento vicino alla torre in attesa dellultimo .. Dite un po dopo tanta fatica, oltre 10 ore di volo non è un bel quadretto?
Come ci si sente
Già, ma cosa si prova a partecipare a queste pazzie? Non è facile spiegare e per capire bisogna valutare gli eventi con più profondità. Chi ha goduto e sofferto di questavventura sono stati amici, chi già da prima, chi lo è diventato durante. Onore ai grandi: Mattiucci e Simba, Lanti, Temchenko, Martini, DellAcqua e Costa per la prova di durata. Onore anche a chi non ha voluto mancare, fosse anche per pochi minuti, a vivere questa emozione. Li cito tutti sia quelli della prima che della seconda tappa: Gazich, Caputo, Manzella, Beretta, Mandelli, Ravasini, Piraino, Cattozzo, Andronico, Cernicchiaro, Rizzo, Collecchia, Corsini, Bassi e spero di non aver dimenticato nessuno. E impressionante come un PC ed un simulatore possano essere mezzo di tante emozioni e sentimenti. Quando stai li seduto sulla tua seggiola, con il monitor davanti e decidi di partecipare alla Istres-Damasco-Parigi succede la magia: improvvisamente il rumore del motore ti prende, lo senti nelle ossa, hai quasi la sensazione che il tuo sedere vibri, pensi di sentire spifferi sulla gambe (qualcuno lo ha pure detto!), il paesaggio ti sembra vero e pure la paura è vera: devi stare attento, vicino ai tuoi amici ma senza rischiare la collisione, il tutto moltiplicato per 10 ore!. Devi sentire le istruzioni, controllare a vista, decollare in tempo e preparato, atterrare quando ti tocca, in verità ha poco di virtuale tutto ciò. E una esperienza vera, vissuta con patos e impegno, condivisa con gente a cui vuoi veramente bene e ti senti inorgoglito per questo. E qui forse che si cela il segreto, gli Amici. Aver intrapreso questa iniziativa con gente che stimi, a cui poni affetto e che ti sono cari, avrà dato valore aggiunto, sarà stata la differenza fra una, seppur complessa e difficile, impresa tecnica ed una avventura mozzafiato. Non scorderò mai i brividi nellosservare lalba della prima tappa, i colori di Fs98 sembravano altri, veri. Non scorderò nemmeno le comunicazioni ed i silenzi: le prime mai una volta fuori binario, i secondi magici, veri e propri momenti di riflessione. Queste sono nello stesso tempo esperienze di volo simulato ed esperienze di vita, vissute con persone, suoni ed immagini .. cosa è la nostra passione, ci consente anche questo. Il racconto giunge al termine, non è uno stilato tecnico ne un giornale di bordo. E solo un tentativo di trasmettere emozioni vissute e sentite sulla pelle. So che cè chi vede il simulatore solo sotto laspetto ludico o chi solo ed esclusivamente sotto il rigore tecnico. Ma questo mondo non è solo bianco o solo nero, e multicolore, come il mondo reale che ci circonda. Dietro un volo in rete, dietro un Mailing List, dietro la Istres-Damasco-Parigi ci sono persone, giovani e meno giovani (come il sottoscritto) e spesso eccezionali. Nellaugurare a tutti di vivere prima o poi queste esperienze, attenti alle notizie, a presto ne inventeremo unaltra, e sarà come questa una grande avventura.
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