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SUL TETTO DEL MONDO

Di Rosario Bassi

 

 

Già avrete letto la storia dell’ "AIRBRIXIA WORLD TOUR FOR CHILDREN": un progetto ambizioso che prevedeva un raid intorno al mondo sotto forma di gara da svogersi tra squadre di massimo sette elementi che dovevano riportare alla base di partenza (Montichiari) i loro Twin Otter debitamente modificati dalle P.O.A.C. (Premiate Officine Aeronautiche Caputo) per aumentarne l’autonomia ed adattarli alle proibitive condizioni d’uso.

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Due squadre sono partite in maggio: i Crazy Birds e i Bellatrix ed hanno duellato sul Nord Atlantico, tra i freddi ghiacci della Groenlandia, lungo le coste Nord Americane, tra le isole dei Caraibi, sulle sterminate foreste amazzoniche e pampas argentine, combattendo con il buio, le avverse condizioni meteo della Terra del Fuoco e le alte quote delle Ande.

Giunti alle Galapagos i due equipaggi si sono trovati separati da una manciata di ore con una gara ancora apertissima, ma con tanta stanchezza addosso per le tappe massacranti che si erano imposti (voli di 5 o 6 ore tutte le sere!).

Pensate… un pilota, dovendo affrontare una tappa al limite dell’autonomia (circa sette ore) si è portato ad alta quota, ha trovato vento favorevole, ha seguito l’andamento delle condizioni di deriva per circa un ora affinando la prua allo scopo di raggiungere dopo sei ore l’ "obiettivo" con un ragionevole scarto poi ha puntato la sveglia e si è messo a dormire sul divanetto vicino al computer!!!!…. è atterrato felicemente (ero io ;-) )

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Insomma la stanchezza ha iniziato a farla da padrona e per di più, nella foga della gara, ci si perdevano tante occasioni di volare su luoghi che probabilmente non avremmo più visitato.

Ci siamo consultati: "mollare?"…"mai!".

Abbiamo deciso di fondere le due squadre in un "Mixed Team" che ha proseguito con più calma e concedendosi deviazioni che altrimenti sarebbero state off-limits.

Ci siamo allora "tuffati" nel Gran Canyon, abbiamo sorvolato vari parchi naturali americani tra cui il mitico Yellowstone, abbiamo goduto dei paesaggi mozzafiato dell’Alaska, abbiamo fatto i pazzi volando sotto i ponti delle metropoli giapponesi…. insomma, il clima è cambiato ed i ritmi esasperati della gara iniziale si sono trasformati in tempi più turistici di fly-in con scadenza circa tri-settimanale.

Siamo rimasti in sette o otto, abbiamo iniziato a cercare scenari da installare e, quando non disponibili, a creare i terrain-mesh delle zone per cui ne valesse la pena.

Veniamo a tempi più attuali: stiamo per giungere sull’Himalaya, ma su internet abbiamo trovato solo terrain mesh a pagamento….

"Pagamento? Come a pagamento quando su Ali d’Italia abbiamo imparato a come comportarci!"

In meno di un ora ho preparato lo scenario per il Nepal, poi sono andato a vedermelo: Veramente stupendo! Giudicate voi dalle foto!

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Senza mesh

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Stessa "inquadratura, ma con i mesh

… e così d’accordo con Luca Lanti abbiamo pensato che una simile meraviglia non dovesse restare a conoscenza dei soli partecipanti al WTC (acronimo fin dall’inizio del nostro TOUR), ma che valesse la pena di coinvolgere più piloti possibili organizzando un Fly-in nel Nepal partendo dall’aeroporto di Kathmandu e volando allegramente tra le alte cime che non mancano in quella zona.

Il nome da affibbiare all’evento ci è sorto spontaneo: "SUL TETTO DEL MONDO".

Quando? Giovedì 11 ottobre 2001 dalle ore 21.00 (ora italiana)

Dove? A Kathmandu (non in testata pista!!!)

Chi? Tutti! Speriamo anche qualche controllore scriteriato ed incosciente che si offra almeno di regolare il traffico, che prevediamo consistente, sull’aeroporto.

Come? Con qualsiasi aeromobile atto ad operare sull’aeroporto ed in quell’area!

Cosa serve? Non dimenticate di scaricare da www.flightsim.com il file nep_mesh.zip: è caldamente raccomandato! Se poi il Nepal non vi basta ed avete per quella sera sufficiente tempo o un mezzo particolarmente veloce, ricercando la stringa "Rosario Bassi" potrete trovare sullo stesso sito altre porzioni di Himalaya, dell’ Hindukush, del Karakoram e del Pamir.

Che altro dire? A giovedì 11 ottobre! Con l’augurio che quei cieli possano rimanere pacifici nella realtà come lo sono nel nostro mondo virtuale.

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Non dimenticate una cosa: quel "… for children" non è a caso: donate qualcosa per i bambini che ne hanno bisogno, non cambierà il mondo, ma in fin dei conti anche l’oceano è fatto di tante piccole gocce d’acqua!

Ottobre 2001

Rosario Bassi

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