aliwebring.gif (12303 byte)

Home | Articoli


Cacciatori di Uragani

Di Fabrizio dell'Acqua

 

25 settembre 2004, ore 6:30

Siamo alla base aerea di MacDill, (KMCF) in Florida, vicino a Tampa, base operativa dell’Aircraft Operation Center della National Oceanic and Atmospheric Administration, USA. Sono il comandante di quel WP-3D Orion, matricola N43RF, parcheggiato di fronte a noi appena fuori dall’hangar, illuminato dai riflettori nella luce incerta dell’alba e col quale vi invitiamo ad andare a caccia di uragani!

Si avete capito bene. Anche se in ogni scuola di volo si insegna a stare il più possibile alla larga dai temporali e soprattutto dagli uragani, questa volta dobbiamo proprio volarci dentro.

Siamo stati infatti incaricati dal National Hurricane Center di Miami di volare incontro all’uragano Jeanne, rilevando il velivolo che adesso si trova in zona, e continuare a monitorare il suo spostamento e soprattutto la sua intensità.

Come potete vedere dai radomes delle antenne, il WP-3D Orion ha a bordo, tra gli altri strumenti, due radar, uno sotto la fusoliera a scansione orizzontale fino ad una distanza di 200 miglia e uno in coda a scansione verticale per 60 miglia. Combinando le immagini dei due radar possiamo avere una rappresentazione tridimensionale dei corpi nuvolosi.

Inoltre, per avere informazioni meteorologiche della superficie, abbiamo a bordo delle boe-sonda che vengono lanciate in mare e che, una volta raggiunta l’acqua, inviano le coordinate geografiche (GPS) e i dati sulla temperatura, pressione, intensità e direzione del vento. La variazione di questi parametri indica se il ciclone si sta attenuando o intensificando.

Andiamo ora nella sala brefing, dove incontriamo il resto dell’equipaggio formato da cinque persone. Il sottoscritto e il mio co-pilota, il navigatore, l’ingegnere di volo e il meteorologo. Inoltre ci sono a bordo alcuni specialisti addetti ai radar e alle boe-sonda.

Il meteorologo ci informa che Jeanne si trova a 26°N e 78° W sopra alle Bahamas e si muove in direzione nord-ovest verso le coste della Florida. Il top delle nubi è a 12.000 piedi, quindi la nostra rotta ci porterà direttamente al punto indicato, o il più vicino possibile, e poi da lì scenderemo nell’occhio del ciclone e percorremo due volte la cosiddetta “Alpha pattern” (vedrete cos’è e non sarà una passeggiata!). In tutto circa 6 e 40 minuti ore di volo, portatevi un panino... non si sa mai, non torneremo per pranzo!

Intanto che vi illustro queste apparecchiature, l’ingegnere di volo e il responsabile delle boe-sonda hanno completato i controlli e siamo quindi pronti a partire. All’interno dell’Orion, affettuosamente battezzato “Ms. Piggy”, le quattro turboeliche Allison da 4.500 SHP si fanno sentire ben più rumorosamente che nei normali aerei di linea, quindi tappi nelle orecchie e:

“November four three Romeo Foxtrot cleared to take off, runway 04, climb and maintain three thousand runway heading”. Col carico massimo di carburante, 58.000 libbre, l’aereo è pesante e ci vuole una buona parte dei 3.800 metri di pista per decollare, ma finalmente siamo in volo, verso il temporale più pericoloso del mondo!

Voliamo sopra la Florida, salendo a FL160 all’indicata di 240 nodi. Jeanne è a 230 miglia, quindi saremo sul posto tra un’ora. Il tempo è magnifico, il sole è appena sorto ed è difficile immaginare che tra poco saremo in ben altre condizioni...  Approfittando di questa calma, vi spiego la missione.

Quando saremo a circa 100 miglia dal presunto centro di Jeanne, già sull’oceano, scenderemo a 10.000 piedi ed entreremo nelle nubi e nei temporali periferici tenendo d’occhio alla superficie del mare per giudicare direzione ed intensità del vento, quindi... 

... Ma ecco, siamo arrivati! Vedete quelle onde sormontate dalle creste bianche, dalla schiuma, indicano che venti furiosi girano a spirale attorno all’occhio del ciclone. Un’apparecchio speciale raccoglie i dati di posizione ed atmosferici ogni trenta secondi e li trasmette in tempo reale al National Hurricane Center.

“Siamo a 5 miglia dall’occhio...” annuncia il navigatore, mentre cortine di pioggia si rovesciano sull’aereo, diventa sempre più buio e la turbolenza comincia a scuotere Ms. Piggy. Stringete le cinture e tenete a portata di mano i sacchetti igienici!

“Stiamo entrando nel muro...”. Il muro? Cos’è?

L’occhio del ciclone, il suo centro che ha un diametro di circa 15 chilometri, lo vedete bene sul radar, è circondato da un muro di nubi temporalesche, come fosse una scodella, e per penetrarvi bisogna attraversare questo muro... good luck! Un lampo squarcia l’oscurità, l’aereo salta come un cavallo imbizzarrito, il mio secondo ha già disinserito l’autopilota che in queste condizioni avrebbe difficoltà a mantenere i parametri, e dopo un’eternità di tre minuti, il cielo si rischiara, la pioggia cessa, cessa il ballo! Passando da un finestrino all’altro guardatevi intorno, vedete il muro, vedete l’enorme scodella fatta di nubi in cui siamo? Vedete il cielo azzurro sopra di voi? ebbene siete nell’occhio del ciclone!

Ma non c’è tempo da perdere, bisogna individuarne il centro, ma come? Semplice, quando il vento cambierà direzione di 180° avremo appena oltrepassato il centro.. quindi attenti, ecco! Il navigatore fissa la posizione e la confronta con l’ultima conosciuta, Jeanne si muove a 8 nodi verso nord-ovest; l’operatore alle boe-sonda lancia una boa mentre il muro di nubi di fronte a noi si avvicina.

Per la seconda volta penetriamo nel muro di nubi, l’oscurità ci avvolge ancora, l’Orion ricomincia il ballo sotto la pioggia. Intanto la sonda ha raggiunto la superficie e comunica la pressione, in diminuzione, l’uragano sta intensificando!

Continuiamo con questa rotta ancora per 100 miglia, fino a raggiungere la periferia dell’uragano, e poi vireremo a sinistra e percorreremo per due volte una rotta a X, la famosa “Alpha pattern” che ci porterà per circa 4 ore ad esplorare tutti i quadranti di Jeanne, per definirne dimensioni ed intensità e comunicare ai centri preposti tutte le informazioni necessarie per conoscere sempre meglio il fenomeno ed allertare la popolazione.

Nel frattempo spero vi siate abituati alle condizioni meteo e magari abbiate anche il tempo di addentare quel famoso panino. Buon Appetito!

Fabrizio dell’Acqua

27 settembre 2004

 

Nota

La simulazione è avvenuta sabato 25 settembre 2004, in tempo reale e col meteo reale, quando l’uragano Jeanne era posizionato sulle Bahamas.

FS2004 ACOF

Velivolo utilizzato: WP-3D Orion di Rick Sasala per FS2002.

Le procedure di volo e di rilevamento degli uragani sono realisticamente tratte da quelle civili e militari in uso negli USA.

 


Copyright 2004 by Ali d'Italia. All rights reserved.