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COME UTILIZZARE LE
APPROACH CHARTS
di Alessandro Dondi
Come abbiamo
visto nel tutorial per la lettura e l'interpretazione delle Low Enroute Charts, per gli
aeroporti contrassegnati in lettere maiuscole è prevista la documentazione di ulteriori
cartine di Approach e SID/STAR.
In questo tutorial prenderemo in considerazione le Approach Charts
cioè le fondamentali mappe di avvicinamento della Jeppesen e impareremo decifrare la
miriade di informazioni contenute nelle stesse.
Per questo ci avvarremo del consueto e pratico sistema dei cerchietti.
Per ulteriore comodità ho provveduto a dividere la cartina, che in
origine è in formato A4, in due metà, così da rendere l'analisi un po' più chiara.

Nella parte superiore della cartina sono indicate la località dellaeroporto
(Genoa) e il nome dellaeroporto (Sestri).
Questa scritta ci indica la presenza di un ILS/DME sulla pista 29.
Questa scritta invece identifica la frequenza del localizer, in questo caso 109.3 mhz.,
e il suo identificativo cioè GSE.
Qui troviamo indicata l'elevazione dell'aeroporto in ft.
Qui troviamo indicate le frequenze dell'Approach e del Radar di Genova Sestri.
Qui invece la frequenza della Torre di controllo (Tower).
Siamo ora passati alla parte vera e propria della cartina, troviamo qui contrassegnato
il VOR/DME di Genova che comprende anche un NDB tutti di identificativo GEN e frequenza
rispettivamente 112.80 e 318. Da questa radioassistenza sono raggiungibili i vari punti
sulla rotta di avvicinamento seguendo le radiali indicate (es. per D9.0 202°).
Questo numero contrassegna i due cerchi vicino al NDB di Camogli che ha come
identificativo CMO e frequenza 389: il NDB come da indicazione si trova a 14 miglia da
GSE. Da questo NDB parte un circuito d'attesa (secondo cerchietto) da percorrersi seguendo
le rotte scritte nella direzione contrassegnate dalle frecce sull'ellisse.
Questo D9.0 come le altre scritte simili rappresenta la distanza in miglia (in questo
caso 9) dalla soglia della pista GSE.
Qui troviamo indicata la frequenza e l'identificazione del Localizer ILS della pista 29
con prua 287°.
Ecco indicata in questo modo la pista dell'aeroporto di Genova.
Ora passiamo alla seconda parte della mappa, che le distanze, le
altezze le prue.....

Ecco raffigurato tramite una visuale laterale il circuito d'attesa da percorrersi a 5000
ft e poi a 4500 ft nelle direzioni 141° e 321° come da indicazione.
CMO rappresenta l'NDB di Camogli sul quale si genera il circuito d'attesa. Questo NDB
dista 14.0 miglia da GSE e 6.0 miglia dal VOR di GEN seguendo la radiale indicata nella
precedente parte della mappa.
Una volta iniziato lavvicinamento ad una quota di 4500 ft. Bisogna seguire una
rotta di 287° gradi.
Arrivati a 9.0 miglia da GSE bisogna trovarsi a 2910 ft. come da indicazione, a 7.0 a
2280 ft. E poi di seguito.
Questi piccoli numeri indicano le distanze parziali in miglia fra i punti dell'approach.
Una volta completato l'avvicinamento e l'atterraggio si giunge sulla pista 29 (RWY29)
che si trova ad una altezza di 9 ft s.l.m.
Volendo ritornare all'ultima fase dell'avvicinamento quando ci si trovava a 3.4 Nm da
GSE era il momento adatto per iniziare la manovra di un eventuale Missed Approach.
E' qui descritta la procedura di Missed Approach: virare a sinistra per prua 160°
gradi, velocità massima 200 Kts e salita a 3000 ft. sino al punto di intersezione ANAKI
sul quale eseguire il circuito d'attesa predefinito.
Come avrete sicuramente potuto notare anche la lettura e la
decifrazione delle mappe di avvicinamento non è cosa poi così difficile, grazie a questi
brevi suggerimenti e a un po' di pratica in volo virtuale si diventerà abili lettori di
ogni tipo di mappa.
Alessandro Dondi
Agosto 2001 |
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