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Il Record di Altezza negli anni ‘30

Di Fabrizio dell'Acqua

 

Negli anni ’30, prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, la sfida per salire sempre più in alto, dove la temperatura e la rarefazione dell’aria metteva a dura prova i mezzi e gli uomini, vide una continua rincorsa tra tecnici italiani ed inglesi.

In Italia fu costituito nel 1934 il Reparto Alta Quota nell’ambito del Centro Sperimentale di Montecelio, nei pressi di Roma, che, a ricordo del generale Guidoni morto il 27 aprile 1928 durante la prova di un paracadute, venne battezzato”Guidonia”

L’attività del Reparto Alta Quota non fu limitata al lato “sportivo” del volo rappresentato dalla conquista di primati, ma si concretò nello studio e nella realizzazione di numerosi congegni e accorgimenti tecnici atti alle esigenze del volo in quota. Vennero costruiti ed impiegati scafandri, cabine stagne, inalatori di ossigeno, miscele per l’alimentazione dei motori in quota.

Nell’aprile del 1934 il primato di altezza apparteneva a Renato Donati, che con un Caproni 113 AQ (Alta Quota), motore Alfa Romeo da 550 hp aveva raggiunto la quota di 14.443 metri.

Quando Donati fortunosamente atterrò era svenuto, ubriaco d’ossigeno e quando si riprese disse che, a suo giudizio senza uno speciale scafandro e una cabina stagna sarebbe stato impossibile andare più su.

Caproni Ca113 AQ

Renato Donati su Caproni Ca113 AQ

Incidentalmente c’è da notare che un Ca.113 A.Q. con pilota la Contessa Carina Negrone conquisto' il record di altezza femminile con 12.043 mt. il 24 giugno 1935

Nel settembre del 1936 l’inglese Ronald D.Swain con un Bristol 138 equipaggiato da un motore Pegasus PE VI S da 500 hp raggiunse i 15.230 metri, riconquistando così il primato.

Bristol 138

La sfida continuò e il 7 maggio 1937 il Maggiore Mario Pezzi, decollato da Guidonia-Montecelio, salì a quota 15.655 metri con un Caproni Ca161 spinto da un motore Piaggio P XI, 14 cilindri a doppia stella con doppio compressore centrifugo da 750 hp. Per l’occasione il Maggiore Pezzi indossava uno speciale scafandro pressurizzato e riscaldato elettricamente, ed un casco a tenuta stagna, simile a quello degli astronauti odierni.

Il Maggiore Mario Pezzi e lo scafandro pressurizzato

Caproni Ca161

Particolare del motore e dell'elica del Ca161

Il motore Piaggio P XI  Un manifesto dell’epoca

Il mese seguente il primato tornò all’Inghilterra, quando il pilota Adams, sempre ai comandi di Bristol 138 appositamente modificato, raggiunse i 16.440 metri.

Nelle officine Caproni si lavorava intanto senza sosta per ultimare un aereo, il Ca161 bis, progettato dall'ingegnere Verduzio, dotato di una grandissima innovazione, una speciale cabina stagna che fu la prima al mondo e dalla quale i tecnici si aspettavano risultati straordinari.

Il 22 ottobre del 1938 Pezzi riconquistò il primato mondiale per aerei ad elica con motori a pistoni, tuttora imbattuto a quota 17.083 metri.

Il Ca161 bis con cabina pressurizzata

 

Fabrizio dell’Acqua, dicembre 2004


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